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Il Cicloturismo

L’altra sera, con un paio di amici cicloviaggiatori, si chiacchierava via internet di viaggi in bici, di esperienze già fatte e di nuovi progetti, andando così a ruota libera il discorso è finito sul cicloturismo un po’ meno avventuroso e di come si è sviluppato in questi ultimi anni e di come si svilupperà in futuro. L’ultimo rapporto ISNART – UNIONCAMERE dice chiaramente che il cicloturismo è una forma di turismo in piena espansione che nel 2018 ha mosso in Italia oltre settanta milioni di turisti con un giro di affari di 7,6 miliardi di Euro, una cifra non da poco, pari cioè all’8,4% dell’intero movimento turistico in Italia.
Ma quali sono le esigenze di questo tipo di turista? Partiamo dal fatto che il cicloturista non è un turista povero, oppure tirchio, è invece un turista che sceglie un modo alternativo di viaggiare, che predilige località minori e non affollate, ama percorrere strade che gli permettono di conoscere e vivere il territorio che attraversa, ama la buona tavola.
Basandoci su questi punti cerchia di capire quali possono essere le sue esigenze. Le infrastrutture come le piste ciclabili sono importanti ma non essenziali, spesso i nostri territori sono attraversati da una fitta rete di strade secondarie a basso traffico motorizzato e tratturi che si prestano benissimo a questa pratica ma
un punto essenziale che non può essere trascurato è il sistema ricettivo. Prendendo spunto da uno degli itinerari più battuti, il Camino di Santiago, possiamo con cognizione di causa dire che una rete di ostelli, B&B, Hotel favorisce la scelta di un percorso o di una destinazione.
Le esigenze di un viaggiatore in bici o di un cicloturista sono: potersi fermare per una sola notte, durante la sosta lasciare la bici e il relativo equipaggiamento in posto sicuro, a volte avere l’esigenza di fare delle riparazioni veloci al proprio mezzo.
Quindi, una struttura ricettiva, che sia un B&B, un camping o un Hotel, che offre al cicloturista queste opportunità sarà senz’altro favorito nella scelta per la sosta. Del resto mettere a disposizione del cicloturista gli utensili necessari, attrezzare una piccola ciclofficina richiede un investimento di poche centinaia di euro che si ripagherà in poco tempo ed un altro fattore che il gestore di una struttura non deve trascurare è anche la destagionalizzazione della domanda, in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno, il clima consente di viaggiare in bici da marzo a ottobre inoltrato. Allora cari albergatori, considerati numeri e cifre che muovono questo settore, datevi da fare ad accogliere i turisti in bicicletta se non volete perdere l'opportunità di intercettare questa richiesta.

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