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Ciclismo Urbano

 

Ciclismo Urbano

Ciclismo Urbano ovvero scegliere di andare in bici tutti i giorni

Scegliere la bicicletta per i propri spostamenti è la semplice risposta alle esigenze di mobilità che si collega a una vasta gamma di problemi e di sfide molto complesse delle città contemporanee e che si intreccia con molti aspetti della vita urbana in tutta la sua complessità.

La bicicletta è spesso vista come un "attrezzo sportivo" o come il mezzo per fare una passeggiata nel tempo libero ma la bicicletta è anche è soprattutto altro.
Dalla sua nascita la bicicletta è stato il mezzo che ha permesso a milioni di persone libertà di spostamento, di muoversi agevolmente in città e questo è stato possibile fino a quando le automobili hanno preso il sopravvento limitandone di fatto l'utilizzo.

Alcuni Paesi del Nord Europa, già dalla lontana crisi petrolifera del 1973, con lungimiranza, si sono resi conto che una mobilità urbana incentrata sull'automobile non sarebbe stata sostenibile nel tempo e hanno attuato politiche che hanno permesso di incentivare il trasporto pubblico e promuovere l'uso della bicicletta divenendo l'esempio a cui ispirarsi per altri Paesi come Francia, Spagna, Germania ed altri che, negli ultimi anni, hanno cercato di recuperare questo gap.

L'italia è in forte ritardo, solo negli ultimi due anni ci sono stati interventi nel Codice della Strada, finanziamenti pubblici per le infrastrutture e incentivi economici per chi sceglie di usare la bici come veicolo per i propri spostamenti.
Purtroppo questa ripartizione modale, "modal split" per dirla con termine anglofono, sta avvenendo a macchia di leopardo e se ci sono città come Milano (la città a 15 minuti), Parma, Torino che stanno procedendo rapidamente a realizzare opere ed interventi per favorire la mobilità ciclistica in altre, soprattutto nel mezzogiorno, si segna il passo, poco o niente si fa in questa direzione.
Eppure per incentivare l'uso della bicicletta non servirebbero costosi interventi, in città non servono costose piste ciclabili, servirebbe pianificare le Zone 30, che permetterebbero l'uso condiviso della strada, corsie ciclabili, case avanzate interventi già previsti nel Codice della Strada.

La città in cui viviamo, Brindisi, è una città di pianura di medie dimensioni, con un clima favorevole per l'impiego della bicicletta, basti considerare che per spostarsi dalle periferie dei quartieri sia in bici sia in auto si impiega lo stesso tempo (senza contare la ricerca del parcheggio) e spesso la bici risulta più "veloce".

In ultimo ma non per ultimo, per favorire la mobilità ciclistica serve, durante gli spostamenti, anche poter lasciare in sicurezza le biciclette mediante la realizzazione di appositi stalli. In merito a ciò la Regione Puglia, nel quadro del Piano Regionale dei Trasporti, con la Legge Regionale 1/2013 art. 9 comma 3 ha disposto che nella pianificazione dei parcheggi alle biciclette deve essere riservata una quota non inferiore al 10% dei posti auto.

È possibile trasformare una città oberata dal traffico in una città più vivibile? Si ma per questo occorrerebbe che le Amministrazioni Locali, al di là di un mero consenso immediato, con un colpo di reni attuassero una reale politica a favore della mobilità alternativa e progettando una mobilità ciclistica sicura.

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