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Da Brindisi a Lecce e la Via Francigena

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Distanza: kilometer
Elevazione (max): meter

La Via Francigena o Romea, è parte di un fascio di vie, dette anche vie romee, che dall'Europa occidentale, in particolare dalla Francia, conducevano nel Sud Europa fino a Roma e di qui proseguivano verso la Puglia, dove vi erano i porti d'imbarco per la Terrasanta, meta dei pellegrini e dei crociati. Molte di queste vie seguivano i tracciati delle antiche strade romane come nel caso pugliese, dove per giungere a Brindisi, si seguivano le vie Appia o Traiana. Il prolungamento della via Traiana, conosciuta come "Traiana Calabra", poiché Calabria era detta, in epoca romana, la penisola salentina, collegava Brindisi alla città di Otranto, passando per Valesio e per Lecce e venne costruita su un tracciato preesistente. La Traiana Calabra durante il medioevo accrebbe molto la sua importanza perché durante questo periodo Otranto divenne il principale porto per l’oriente soppiantando Brindisi.
È questo il tratto che viene proposto in questo itinerario, tratto che segue la traccia della via Francigena ma che in alcuni tratti se ne discosta per renderlo più facilmente fruibile al cicloturista.
Il percorso comincia dalla centrale Piazza della Vittoria a Brindisi per dirigersi su Via del Mare e proseguire sulla via Provinciale per Lecce per alcune centinaia di metri prima di svoltare a sinistra per via Felice Matteucci e da li, superato un ponticello, imboccare Strada per Piccoli da dove comincia la Via Francigena.
Il fondo stradale è inizialmente asfaltato per diventare dissestato per terminare in uno sterrato prima di giungere alla Riserva naturale regionale orientata Bosco di Cerano, un’area naturale protetta, un bosco residuale di lecci come quelli che un tempo ricoprivano il territorio salentino.
Superato il Bosco di Cerano, il fondo stradale diventa quello tipico di una strada bianca per poi tornare ad essere asfaltata. Prima di arrivare a Torchiarolo si attraversa l’area archeologica di Valesio e volendo si può fare una piccola deviazione per visitare il sito dove in particolare spiccano i resti di quelle che furono le terme dell’antica città. Si prosegue quindi per Torchiarolo, piccolo centro situato all'estremo sud della provincia di Brindisi.
Superato Torchiarolo, l’itinerario prosegue su strade di campagna spesso con fondo naturale a volte sabbioso, che si immergono tra uliveti e vigneti, le coltivazioni tipiche pugliesi, per giungere all’abbazia di Santa Maria di Cerrate (XII sec.), uno dei più significativi esempi di romanico otrantino. La leggenda narra che sia stata fondata da Tancredi d'Altavilla, conte di Lecce a cui durante una battuta di caccia in questa zona, per inseguire un cervo si addentrò in una grotta e vi vide comparire l'immagine della Madonna, decidendo di fondare qui il monastero, da cui il toponimo (Cerrate o Cervate). La località fu un importante polo religioso e culturale fino al Cinquecento, successivamente trasformata in masseria. Nel 1711 l'abbazia venne saccheggiata dai pirati turchi e cadde in uno stato di abbandono, proseguito fino al restauro del 1965 curato dalla Provincia di Lecce. Il complesso rimase di proprietà dell'ente locale fino al 2012, anno in cui è passato al Fondo Ambiente Italiano.
Lasciata Cerrate, si prosegue su un single trek immerso nella macchia mediterranea per poi proseguire su una strada asfaltata che attraversando Surbo giunge a Lecce dove, davanti alla monumentale Porta Napoli, si termina il percorso.

NOTA

Alcuni tratti di questo itinerario si svolgono su strade sterrate e considerando la natura argillosa del terreno, in caso di pioggia il sedime diventa fangoso tanto da rendere difficoltoso il percorso con ruote sottili e biciclette cariche di bagagli mentre risulta sempre praticabile per MTB.


 Risorse: album fotografico

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